I
PRINCIPI ISPIRATORI DEL PLASTICO FAV….
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REALISMO : non abbiamo voluto riempire il plastico di binari, preferendo
invece lasciare ampio spazio al paesaggio, non semplice cornice della
linea ferroviaria, bensì componente fondamentale dell’
insieme.
- Per lo stesso motivo abbiamo nascosto in galleria tutte le curve di
ritorno (quelle a 180°) anche se ciò ha diminuito di molto
la tratta visibile allo spettatore: abbiamo preferito comporre una successione
di situazioni nelle quali i binari hanno sempre una curvatura molto
ampia . Insomma abbiamo fatto una scelta di qualità ( poco binario
ma “buono”) piuttosto che di quantità (tanto binario
ma “trenino”)
- Tutte le curve in vista sono posate con sopraelevazione del binario
esterno.
- ROMANTICISMO : non mancano ovviamente tratte a binario unico, fiancheggiate
dalla linea telegrafica, che ci accompagnano, inguaribili sognatori,
verso mete solitarie e sperdute…
- Alcune zone del paesaggio, poi, sono quasi celate, timide allo sguardo
dei visitatori. Solo con una visione più attenta si potranno
cogliere le prese d’ acqua della roggia, il magazzino dietro al
costone e…altro ancora. La piccola ferrovia a scartamento H0e
(in costruzione) sarà un omaggio ad un mondo che oggi vive quasi
solo nei ricordi.
- Non esistono punti di osservazione dai quali risulti possibile cogliere
tutto lo sviluppo del tracciato, lasciando sempre una parte di esso
alla immaginazione dello spettatore (ma… dov’è finito
il mio treno ?)
…E
I SUOI NUMERI
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Gli ambienti che accolgono il plastico (sala principale + saletta di
composizione) si estendono globalmente su150mq, 100 dei quali sono occupati
dalla superficie del plastico.
- Il circuito principale, in scartamento H0, è un falso doppio
binario che si sviluppa per 400 metri : nelle giornate di traffico intenso
passano anche 20 minuti prima di vedere ripassare il proprio convoglio
sullo stesso punto ! Il circuito principale è tutto sotto linea
aerea (non funzionante)
- Il circuito è controllato da un sistema di blocco automatico
basato su 42 tratte comandate da altrettante schede elettroniche di
nostra concezione e costruzione.
- La pendenza massima del binario è pari al 1,5 % con la quale
la linea si eleva fino ad un livello massimo di 120 cm sopra al livello
più basso.
- Oltre al circuito principale c’è poi una linea da punto
a punto, senza catenaria, che, come al vero, collega le stazioni di
Vicenza a quella di Schio con uno sviluppo di metri. Questa linea, a
binario singolo, è completamente manuale ad agente unico.
- Quattro stazioni (Vicenza, Cittadella, Chiusaforte, Schio) si trovano
lungo i tracciati oltre ad una stazione nascosta , nella saletta di
composizione, costituita da un fascio di 11 binari sul quale si compongono
i convogli fuori dalla visuale degli spettatori. In tutte queste stazioni
sono posati in totale più di 110 tra scambi e incroci. Tutte
le stazioni sono collegate da linea telefonica per eventuale coordinamento
degli operatori.
- Il raggio minimo di curvatura, nella stazione nascosta, è di
900 mm
- Dieci alimentatori forniscono la corrente per la trazione mentre quella
per i servizi fa capo a undici alimentatori. Tutte le utenze sono collegate
da 4 Km di cavi che corrono sotto la superficie del plastico.
- Arricchiscono il paesaggio alcuni elementi mobili come una funicolare,
una funivia per trasporto passeggeri, PL automatico, una segheria ed
infine una giostra che anima una sagra paesana vicino alla stazione
montana di Chiusaforte. Due piattaforme girevoli sono dislocate a Vicenza
e Schio per la giratura delle motrici a vapore.
- La quasi totalità degli elementi paesaggistici statici è
stata costruita dai soci del club partendo da materiali grezzi, senza
ricorrere a scatole di montaggio commerciali
SCHEDA
TECNICA DELLA FERROVIA INDUSTRIALE
SCALA:
1/87
SCARTAMENTO: HOe
EPOCA: III-IV
AMBIENTAZIONE: ITALIANA-NORDEUROPEA-FREELANCE
PERCORSO: da punto a cappio di ritorno, con futura diramazione verso
un’ altro punto.
PENDENZA MASSIMA: 50 ‰
RAGGIO MINIMO CURVE: 261,8 mm.
ARMAMENTO: flessibili e spezzoni rigidi PECO HOe – ROCO HOe (in
vista); ROCO N (in galleria).
DEVIATOI: ROCO N (in galleria); ROCO HOe – PECO HOe (in vista).
INCROCI SPECIALI: incrocio autocostruito con spezzoni di binario e cuori
polarizzati a doppio scartamento HO/HOe.
ALIMENTAZIONE: circuito elettronico PWM (autocostruito) con regolazione
portatile tipo hand-held walkaround controller.
OPERE D’ ARTE: l’ opera principale è il grandioso
viadotto in pietra e acciaio che dal piazzale della fabbrica arriva
al piano stradale superiore (dislivello in scala cm 12 ) –IN COSTRUZIONE.
Da non dimenticare il ciclopico muro in pietra a secco che sorregge
la linea nel tratto a mezza costa e la successiva trincea scavata nella
viva roccia.
L’ originale ponte a traliccio metallico (di chiara provenienza
militare ) che scavalca un modesto corso d’ acqua.
Il caratteristico portale della galleria, rivestito da tavolato di legno
e rinforzato da tronchi in controventatura.
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